Matisse fa quel che vuole.

L’essenziale è invisibile agli occhi, diceva un poeta francese, ma un pittore, allo stesso modo francese, potrebbe smentirlo.

L’essenziale è l’estratto del lavoro artistico di Henri Matisse, negli ultimi anni della sua vita con i suoi "cuts out". L’artista ha cercato di sgombrare il campo da immagini predigerite ed ha estratto l’essenza, ovvero un linguaggio complesso, allegorico, fatto di colori e di forme puri.
Henri ha rifiutato i significati fatti germogliare nei nostri panorami mentali da altri per creare un suo personalissimo modo di raccontare i sentimenti e soprattutto la sua gioia.
Pittore e scultore negli ultimi anni della sua vita si dedica ai papiers decoupes, ovvero ai collage.
matissecutoutIl tutto nasce come studio di preparazione per i suoi quadri, per poi rendersi conto che l'essenzialità della sola sagoma era la cosa più importante.

Matisse, Icaro jazz

Guardando i video messi a disposizione dalla Tate Modern di Londra, che ora allestisce una mostra dedicata al pittore, mi sono domandata se ha scelto i collage, perché più "comodi". Alla fine della sua vita era praticamente infermo e ritagliare forme in colori pieni risultava più semplice che dipingere o scolpire. Poi ho capito che la domanda era un po’ sciocca: la cifra inconfondibile di Matisse sarebbe stata unica su qualsiasi supporto. Forse sì, la malattia ha portato Matisse ai collage, ma solo il suo genio li ha trasformati in dei capolavori.

matisse cut out

I collage del pittore francese, amico e allo stesso modo sfidante di Pablo Picasso, sono come parole pronunciate per la prima volta dal solo Henri e a lui solo appartenenti. Noi possiamo imparare il suo linguaggio, ma non crearlo. Visitando le sale della mostra quello che ho visto è energia e sperimentazione. Anche negli ultimi mesi della sua vita, Matisse si è adoperato per tagliare sagome a colore pieno e creare composizioni scevre da ogni preconcetto o abitudine artistica. Ad esempio quell'ache vuole che un artista negli ultimi anni della sua vita disegni opera buie e allegoriche.
"Se io non posso andare in giardino, allora porto il giardino in casa mia!".
Per questo l’artista ha disegnato sagome colorate nella sua stanza da letto, per poi creare enormi opere d'arte.

Io per molto tempo ho creduto che l’arte fosse intimamente legata alla sofferenza, un po’ alla Jacopo Hortis, ché dico: se Teresa gliel’avesse data non sarebbero nate le lettere e così Leopardi e Foscolo e lo spleen dei poeti maledetti. E poi c’è Matisse. Un uomo felice, sereno perfino nelle ore più affannose della sua vita. No, l’arte e la bellezza non c’entrano nulla con il tormento.

Matisse - The cut-out è alla Tate Modern di Londra dal 17 aprile al 7 settembre 2014. 

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